Il ciclista Peter Grandiek, di Invercargill, in Nuova Zelanda, ha festeggiato il suo 95° compleanno non con una tranquilla celebrazione, ma battendo un record mondiale di ciclismo. Sulla pista del velodromo ILT Stadium Southland, Grandiek ha percorso la distanza di 22,948 chilometri in esattamente 60 minuti, stabilendo un nuovo record mondiale nella categoria maschile over 95.
Il precedente primato era di 20,151 chilometri: Grandiek lo ha quindi superato di quasi tre chilometri. La prestazione, verificata dai rappresentanti dell’Union Cycliste Internationale (UCI), l’organismo che governa il ciclismo mondiale, rappresenta una straordinaria testimonianza dei benefici dell’attività fisica praticata per tutta la vita e della capacità di affrontare le difficoltà con determinazione.
Quando aveva vent’anni, Grandiek emigrò dai Paesi Bassi in Nuova Zelanda, portando con sé pochissimi effetti personali. Dopo essersi stabilito nella regione del Southland, per diversi decenni mise lo sport in secondo piano, concentrandosi sul lavoro e sulla crescita dei suoi cinque figli insieme alla moglie, oggi scomparsa.
Fu soltanto dopo i 70 anni, quando la corsa cominciò a diventare troppo impegnativa per le sue articolazioni, che decise di dedicarsi ufficialmente al ciclismo per mantenersi in salute. Quella che nel 2007 era iniziata come una semplice attività per tenersi in forma si trasformò rapidamente in una passione agonistica. Nel giro di poche settimane dal suo debutto in bicicletta, partecipava già alle competizioni regionali riservate ai master.
Una sfida che va oltre ogni aspettativa medica
L’impresa di Grandiek assume un significato ancora più straordinario alla luce della sua storia clinica. Il ciclista è sopravvissuto a un infarto, ha subito un intervento di triplo bypass coronarico e ha affrontato con successo anche un tumore.
Invece di lasciarsi frenare da questi problemi di salute, Grandiek ha utilizzato un allenamento rigoroso e costante come parte integrante del proprio percorso di recupero.
Prima della prova, aveva scherzato sul suo obiettivo di completare «95 giri per 95 anni», puntando a una distanza che era già riuscito a raggiungere durante gli allenamenti.
La sua preparazione fisica prevedeva due sessioni settimanali in pista, affiancate da esercizi a casa su una cyclette e da allenamenti mirati in palestra.
Quando i giornalisti gli hanno chiesto perché continuasse a cercare di battere questi record, la sua risposta ha rispecchiato il carattere modesto che lo contraddistingue: «Qualcosa per riempire il tempo… Cerco di mantenermi il più possibile in movimento».
Pedalare per aiutare gli altri
La celebrazione del compleanno di Grandiek non è stata organizzata soltanto per festeggiare un successo personale, ma anche per sostenere la comunità del Southland.
La sua impresa da record ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica e a raccogliere fondi per Hospice Southland, organizzazione che offre assistenza alle persone in fase terminale e alle loro famiglie. L’iniziativa si inserisce in una lunga tradizione di eventi ciclistici benefici ai quali Grandiek ha partecipato nel corso degli anni.
A 91 anni aveva già completato una faticosa pedalata di beneficenza di 111 chilometri da Mossburn a Invercargill, a sostegno della Cancer Society. Per il suo 90° compleanno, invece, aveva celebrato l’occasione con quattro ore di ciclismo su pista per raccogliere fondi a favore della Prostate Cancer Foundation, impegnata nella lotta contro il tumore alla prostata.
Circondato dalla famiglia, dai sostenitori locali e dagli appassionati di ciclismo che lo applaudivano dagli spalti, Peter Grandiek ha dimostrato che l’età non è necessariamente un ostacolo all’eccellenza e alla realizzazione dei propri obiettivi.
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