I dati del Ministero della Salute sull’incremento della mortalità giornaliera mostrano infatti che tra il 25 maggio e il 30 giugno Torino ha registrato 136 decessi in eccesso tra gli over 65, pari a un aumento del 19% rispetto ai valori attesi.
Il fenomeno si è concentrato soprattutto nella seconda metà di giugno: ben 98 dei 136 decessi in eccesso sono stati rilevati tra il 17 e il 30 giugno, nel periodo più intenso della seconda ondata di calore, quando le temperature massime hanno superato stabilmente i 35°C e il capoluogo piemontese si trovava in condizioni di massima allerta per il disagio bioclimatico.
Il confronto con il resto del Paese rende il dato ancora più significativo. Nello stesso periodo, infatti, l’eccesso di mortalità nella popolazione anziana è stato pari al 3% a livello nazionale e al 2% nelle regioni del Nord, percentuali considerate statisticamente non rilevanti.
La nuova ondata di caldo arriva inoltre in una città che sta cambiando dal punto di vista climatico. L’analisi del climatologo Claudio Cassardo sui dati dell’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Torino evidenzia come, negli ultimi 35 anni, le temperature massime estive siano aumentate di quasi 2°C.
Da martedì 28 luglio il caldo tornerà a intensificarsi su Torino. Le previsioni indicano temperature nuovamente oltre i 32°C, con la rimonta dell’anticiclone subtropicale pronta a spingere le massime fino a sfiorare i 40°C nelle aree di pianura. Secondo i modelli meteorologici, la nuova ondata di calore potrebbe protrarsi almeno fino alla prima decade di agosto, accompagnata da elevati tassi di umidità e da notti sempre più difficili da affrontare.
Ancora più marcata è l’evoluzione delle temperature notturne. Le cosiddette “notti tropicali”, con valori minimi superiori ai 20°C, sono ormai circa 40 ogni estate, il doppio rispetto al passato. A queste si aggiungono le “notti equatoriali”, durante le quali la temperatura non scende sotto i 25°C.
Si tratta di un elemento cruciale per la salute pubblica. Quando le temperature rimangono elevate anche nelle ore notturne, l’organismo fatica a disperdere il calore accumulato durante il giorno. Non è quindi soltanto il picco pomeridiano a rappresentare un rischio, ma la durata complessiva dello stress termico, particolarmente gravoso per anziani, persone fragili e soggetti affetti da patologie croniche.
Alla base della nuova fase di caldo c’è una configurazione atmosferica nota come “blocco a Omega”, caratterizzata da una particolare disposizione della corrente a getto che favorisce la persistenza dell’alta pressione su una stessa area geografica.
In questo scenario, l’anticiclone si posiziona tra due aree depressionarie, favorendo la risalita verso il Mediterraneo di masse d’aria molto calda provenienti dal Nord Africa. L’aria, scendendo verso il suolo, si comprime e si riscalda ulteriormente, mentre la stabilità atmosferica riduce la formazione di nubi e precipitazioni.
Sulla Pianura Padana gli effetti possono risultare ancora più evidenti: il ristagno dell’aria e l’elevata umidità amplificano la percezione del caldo, soprattutto nei centri urbani. Per Torino si prospetta quindi una nuova combinazione di temperature elevate, afa e notti tropicali, in una stagione che ha già mostrato conseguenze misurabili sulla salute della popolazione anziana.
Le proiezioni attualmente disponibili indicano che la nuova ondata di calore potrebbe accompagnare il Piemonte almeno fino ai primi giorni di agosto. Nelle zone di pianura le temperature potrebbero avvicinarsi ai 39°C, con un disagio percepito ancora maggiore a causa dell’umidità.
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