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Il 40% delle persone di età pari o superiore a 65 anni si considera in buona salute.

Secondo i dati più recenti di Eurostat, nel 2024 il 40% delle persone con più di 65 anni nell’Unione Europea dichiara di essere in salute “molto buona o buona”. In Italia la quota raggiunge il 42,7%, collocandosi leggermente al di sopra della media europea per questa fascia di età.

Le informazioni provengono dall’indagine European Health Interview Survey (EHIS) e restituiscono un quadro molto eterogeneo a livello continentale. Alcuni Paesi registrano livelli di benessere percepito particolarmente elevati, come l’Irlanda, che supera il 60%, seguita da Belgio e Lussemburgo, mentre altri mostrano valori decisamente più bassi, come Lituania, Lettonia e Portogallo.

La salute auto-percepita è un indicatore soggettivo che riflette il modo in cui le persone valutano complessivamente il proprio stato di salute. Pur non sostituendo le diagnosi cliniche, rappresenta uno strumento importante per la sanità pubblica, perché consente di cogliere aspetti legati alla qualità della vita, all’autonomia e alla partecipazione sociale, in particolare nella popolazione anziana.

Se si allarga lo sguardo all’intera popolazione europea sopra i 16 anni, emerge che il 68,5% delle persone si considera in buona salute. Il confronto evidenzia quindi un divario significativo, pari a 28,5 punti percentuali, tra la popolazione generale e gli over 65.

All’interno della fascia anziana, i dati mettono in luce anche differenze di genere. In Italia, gli uomini dichiarano più frequentemente uno stato di salute positivo rispetto alle donne, con una distanza di circa sei punti percentuali. Si tratta di una dinamica che si riscontra, con variazioni, nella maggior parte dei Paesi dell’Unione.

Nel complesso, la percezione positiva della salute tende a diminuire con l’avanzare dell’età: è più diffusa tra le persone tra i 65 e i 74 anni e si riduce progressivamente nelle fasce più avanzate. Parallelamente, aumenta la quota di chi valuta negativamente il proprio stato di salute, una tendenza che cresce proporzionalmente con l’età anagrafica.