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Riccardo Ruggeri: l’invecchiamento attivo nel suo meglio

Riccardo Ruggeri è un imprenditore, manager e commentatore italiano di spicco, noto per una carriera straordinaria che lo ha portato dai reparti operai di Fiat ai vertici di multinazionali del settore automotive e agricolo. Nato nel 1934, oggi ultranovantenne, Ruggeri rappresenta un esempio di invecchiamento attivo realizzato nel concreto, forse non possiamo neanche più parlare di invecchiamento.

Ruggeri si definisce “nonno invecchiato bene”, preoccupato per il declino italiano. La sua storia ispira: da operaio a editore, passando per consulente e imprenditore, incarna il sogno meritocratico Fiat pre-privatizzazioni.

Gli inizi alla Fiat

Ruggeri inizia come semplice operaio negli stabilimenti Fiat di Torino negli anni ’60, scalando rapidamente la gerarchia aziendale grazie a competenza e determinazione. Negli anni ’70 contribuisce a fondare la “Componentistica Fiat”, divisione strategica per i ricambi. A metà degli anni ’80 diventa amministratore delegato di società chiave come Fiat Trattori e presidente di Fiat Hitachi, gestendo complessi riorganizzazioni industriali.

Un turning point arriva durante i “100 giorni” di Carlo De Benedetti alla Fiat: Ruggeri è l’unico manager a mantenere la posizione, occupandosi di aziende in crisi come Ivi (vernici) e il consorzio Fiat-Oto Melara. Impara una lezione cruciale: “I costi sono più importanti dei ricavi”.

La creazione di New Holland

Il capolavoro arriva tra 1991 e 1996: Ruggeri fonda e guida come CEO New Holland (oggi CNH Industrial), fusione tra le divisioni agricole Fiat (Fiat Trattori, Fiatallis) e Ford. Ne nasce un colosso con 32.000 dipendenti, 21 stabilimenti su quattro continenti e presenza in 140 Paesi. Quota il gruppo a Wall Street, ma viene poi licenziato in circostanze controverse, un episodio che racconta con ironia come culmine di una vita ai vertici.

Seconda carriera: scrittore e analista

Da oltre 20 anni risiede in Svizzera, da dove osserva l’Italia con occhio critico. Autore prolifico, ha pubblicato libri come pamphlet contro globalizzazione e “woke culture”, difendendo sovranità nazionale e valori tradizionali. Su piattaforme come Zafferano.News (da lui fondata) e La7, interviene su economia, politica e geopolitica, elogiato per analisi controcorrente.

Zafferano News

Negli ultim anni Ruggero ha lanciato Zafferano News , un settimanale online nel pieno della crisi dell’editoria, della carta stampata, dei tentativi digitali per farla ancora vivere.

Ecco la presentazione dell’iniziativa:

Siamo una ventina di persone (in crescita), somma di tante individualità, uomini liberi che campano del proprio lavoro in aree lontane dal giornalismo, ci reputiamo persone perbene che stanno bene insieme, amiamo la lettura e ci piace scrivere (ed essere letti), amiamo, anche fisicamente i giornali, sia cartacei che online. Abbiamo deciso di dare un contributo, disinteressato, alla sua sopravvivenza prima, se possibile alla sua ricrescita poi.
Abbiamo così trasformato la nostra “competenza di lettori” in una “competenza dell’execution giornalistica”, attingendo a principi e valori delle nostre passate esperienze professionali. Sappiamo di essere nulla più che degli artigiani del giornalismo, e come tali ci proponiamo, ma siamo orgogliosi lo stesso di far parte della categoria.